Fatti italiani...
Che profumo d'aria pulita che si respira..
Sono al giro di boa della prima settimana. Conclusioni o riflessioni meglio non trarne,sarebbero alquanto tristi..un visitatore(grazie), pochi post pubblicati, qualche libro segnalato,e qualche ideuzza sul futuro..
Che dire quindi? dura la vita da blogger. sempre chiusi nella propria stanzetta cercando di comunicare con il mondo che conta,solitudine profonda, senso di vuoto e via dicendo..un altra settimana davanti..
Tra qualche tempo spero di arricchire il mio arido e gelido bloggetto con qualche recensioni musicali commissionate dal sottoscritto a mio fratello( qui si fa tutto in famiglia). Appassionato di musica prima di tutto, che poi è la cosa più importante
quindi a presto
Impressioni #1
la scittura deve misurarsi con chi la produce. dev'essere un lavoro che metta alla prova,occorre che nasca dalla necessità.
La necessità che lo scrivere ci serve, ci dà nutrimento, che rappresenti una forma di soppravvivenza per il nostro corpo e la nostra mente, senza il quale ci sentiremo soffocati. Ma lo scrivere, penso, dobbiamo sentirlo nostro, senza malizie o intenti ambiziosi, mossi dall'idea di offrire a chi legge prima di ogni altra cosa l'onestà.
si deve scrivere perchè sentiamo che la storia che vogliamo raccontare ci brucia dentro, ci sfida non consentendoci di pensare ad altro, rovina la nostra socialità, ci rende bruschi e indifferenti al resto. la storia vuole crescere, avere dei punti fissi, la nostra mente si ostina,si impegna nel dare contorni chiari a qualcosa di nebuloso che si muove dentro di lei.